Quanto dura la riabilitazione? Le cose da sapere

Quanto dura la riabilitazione? Le cose da sapere

Vi siete mai chiesti come mai i calciatori, dopo un infortunio, riescono a tornare in campo in breve tempo, mentre alcuni pazienti, con lo stesso problema, impiegano dei mesi per riprendere la routine quotidiana?

Cosa accade dopo l’infortunio.
Quando un calciatore si fa male in campo, vengono mobilitati una serie di professionisti. Già nel momento in cui esce dal campo e si dirige verso la clinica, ci sono dei medici e degli operatori già pronti ad effettuare gli esami strumentali e le visite mediche necessarie. Ciò consentirà di dare un “nome” al trauma in brevissimo tempo. Se, invece, a farsi male, con lo stesso tipo di infortunio, è un paziente comune, ci sono delle differenze. La sanità pubblica e quella convenzionata hanno tempi più dilatati. Mentre l’atleta riesce a fare tutti i controlli necessari, comprese lastre e visita specialistica, in un solo pomeriggio, il paziente comune ci impiegherà almeno 5 giorni. Questo implica già una differenza tempistica di almeno una settimana.

Parlare con il medico.
Se, da una parte, il calciatore riesce ad essere visitato nel momento stesso in cui ha effettuato gli esami diagnostici, dall’altra parte, il paziente comune dovrà cercarsi da solo uno specialista o un ortopedico a cui rivolgersi e a cui mostrare le radiografie. Anche in questo caso si tratta di tempi diversi e più lunghi rispetto a quelli dell’atleta. Qualora riuscisse, in un’ipotesi ottimistica, ad ottenere una visita ortopedica entro 4 giorni, il conto dei giorni salirebbe almeno a 6, includendo l’esecuzione e il ritiro delle radiografie, allargando ulteriormente il distacco di circa 10 giorni tra il calciatore e il paziente comune.

Il trattamento riabilitativo.
Il paziente comune deve mettersi subito in azione, trovandosi un centro o un professionista presso cui iniziare i trattamenti di fisioterapia. Nel frattempo, il calciatore sarà già arrivato ai primi 10-12 giorni di riabilitazione.

Altre variabili.
Ipotizzando che il paziente abbia la fortuna di riuscire ad iniziare la riabilitazione entro i 5 giorni successivi, ci sono altre esternalità da considerare. Potrebbe, ad esempio, non seguire costantemente la riabilitazione. Potrebbe dover saltare qualche seduta per improvvisi impegni di lavoro o personali o per impegni improvvisi del fisioterapista, che non ha sostituti.

Quanto dura la riabilitazione?
Il calciatore potrebbe riuscire, magari dopo un mese, a tornare in campo, raggiungendo rapidamente anche la piena forma, mentre il paziente si porterà dietro qualche dolorino, ancora per qualche mese, indossando gli scarpini con un po’ di timore e con protezioni rinforzate.

Considerazioni.
La medicina non è una scienza esatta e riabilitazione, osteopatia e fisioterapia sono parte della medicina. Inoltre, le variabili possono essere tante, quindi è un errore fare paragoni tra infortuni simili ed è ancora peggio farli con situazioni lontanissime tra loro, quando le richieste post-abilitative possono essere completamente differenti. Non esistono traumi o interventi uguali tra loro; ciò significa che anche i percorsi riabilitativi e gli esiti post riabilitativi saranno altrettanto diversi.

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