Fascite plantare: cosa c’è da sapere

Fascite plantare: cosa c’è da sapere

La fascite plantare è la più comune causa della tallonite (dolore calcaneare). Questo particolare disturbo si manifesta soprattutto tra gli sportivi ed è solitamente causato da continui ed eccessivi sovraccarichi a livello podalico.

All’interno del piede, il legamento arcuato unisce la zona plantare interna del calcagno con la base delle dita e la sua azione è fondamentale per trasmettere il peso corporeo durante la deambulazione e la corsa. Quando il piede si eleva sulle punte, il legamento subisce una distensione, ma un suo eccessivo utilizzo provoca un’infiammazione. Nei casi più gravi, essa si estende verso l’avampiede attraverso la pianta, risparmiando solo la punta delle dita.

Cause e terapia

Le cause principali della fascite plantare possono essere molteplici: piedi piatti o cavi, obesità, sovrappeso, scarpe inadeguate, debolezza dei muscoli della gamba o allenamenti scorretti.

TAC e radiografie di norma non sono necessarie per stabilire l’insorgenza di un disturbo simile, ma possono essere utili per evidenziare o escludere altre cause di dolori al tallone (come fratture da stress o, nel peggiore dei casi, tumori).

Sintomi

Quando si soffre di fascite, il tessuto connettivo che costituisce la volta plantare si sfibra, infiammandosi. Il sintomo principale è proprio il dolore, localizzato nella parte interna del tallone. Nei casi più gravi, dopo una prima fitta, il fastidio tende a diminuire rapidamente per poi ricomparire in seguito ad uno sforzo prolungato o al termine della giornata.

Nello sport, il dolore insorge nelle fasi di riscaldamento e diminuisce man mano che l’allenamento prosegue. Gli atleti più a rischio sono i corridori di fondo, i saltatori e i giocatori di calcio.

Cura e trattamento

Le soluzioni principali per la cura della fascite plantare sono due: riposo e controllo dell’infiammazione.

Si ritiene necessario interrompere per qualche settimana gli allenamenti, o comunque evitare di camminare o rimanere in piedi troppo a lungo. Il riposo può diminuire il fastidio e ridurre l’infiammazione localmente. Ignorando il dolore o continuando a fare attività fisica, si rischia di cronicizzare la patologia e complicarne il trattamento.

Il ghiaccio può essere utile per attenuare il dolore; il consiglio è di collocare il sacchetto al di sotto del tallone per circa 15 minuti tre o quattro volte al giorno. Inoltre, lo stretching aiuta a distendere i tessuti che circondano il calcagno, attraverso semplici esercizi da poter effettuare al mattino appena svegli.

 

 

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